sabato 29 marzo 2014

for my hero.

Ed è così che resterò.
Sdraiata sul fianco sinistro, con il cellulare appoggiato accanto, l'attesa, la delusione e la pioggia dai miei occhi.
È così che resterò.
Con i pensieri che viaggiano, i pensieri e i ricordi, i ricordi ed i progetti.
Tutto all'aria, era soltanto una bella illusione. Una fottuta fantasia.
I miei occhi implorano, chiedono tregua, ma oramai sono spenti.
Anche il mio sorriso s'è spento. Era lì, c'era, bello ed innocente come sempre; piano piano poi, parola dopo parola, le mie labbra si sono chiuse. Finché un labbro è stato morso dagli incisivi per trattenere un'esplosione, che è avvenuta lo stesso, ma in maniera effusiva. Le lacrime scivolano silenziose sul cuscino. Tanto chi se ne accorge?
Tanto a chi importa?
Ed è così che resterò.
Starò qui a piangere e sperare, aver bisogno di amare. Avrò fame, avrò sete, ma sopr'ogni altra cosa avrò bisogno di te.
Ed è così che resterò.
Finché tu non tornerai.

Unhappiness.

Vuoi una sigaretta?
Così,per non  pensare. Così, per restare a galla. Così,per non annegare.
Vuoi un bel regalo? Così,per sentirti speciale. Così, per stare bene. Così, per non scomparire.
Vuoi la bella storia d'un libro?
Così, per evasione. Così, per sentirti migliore. Così, per leggere l'amore.
In realtà nessuno ha bisogno di beni materiali; certo un fumatore non rifiuterebbe mai una sigaretta gratuita,fa sempre piacere una sorpresina impacchettata...ed un bel libro è sempre una piacevole scoperta,una porta aperta su un mondo nuovo.
Ma il punto non è questo;il concetto è la felicità e siate sicuri tutti che non la si raggiunge così.
Felicità è sorridere anche e soprattutto a chi ti ha deluso, ferito,  distrutto.
Felicità è fregarsene ed essere pieni di sé. 
Felicità è apprezzare, apprezzare e ringraziare, ringraziare ed amare.
E se qualcosa non va bene, agire È sentimento non egoismo.
Felicità è sentirsi amata da lui. Infelicità è averne bisogno...
Vuoi un dolce sorriso?
Così, per dimenticare.
Così,per restare in silenzio. Così, per far entrare il sole.
Vuoi che ti apra la porta?
Così, solo per guardare. Così,per immaginare.
Così, tanto per scappare.

martedì 25 marzo 2014

Nothing is forever.

Odio gli addii.
Le parole spezzate, le frasi non concluse, i "ti amo" non detti che invece andrebbero urlati, i baci non dati. Le lacrime che scendono e non smettono più, gli urli ed il vuoto che cresce dentro al cuore.
O forse è proprio il cuore che scappa.
O forse è proprio il cuore che muore.
E se oggi è finita, domani che farà? Con chi passerà la giornata? Riderà? Sarà felice?
Ed io, io sarò un suo pensiero?
Penserà a me?
E l'ho guardato, l'ho guardato mentre andava via, aspettavo che si girasse.
Non l'ha fatto.
E mentre andava via si portava dietro il mio amore, si portava il mio sorriso e le mie lacrime. I miei sogni e lo splendore dei miei occhi.
Che ora sono spenti.
Che ora sono vuoti; perché, dopotutto, se non c'è lui a che mi servono? Ad osservare la felicità altrui?
Non si può perdere l'amore. Si può perdere la strada, le chiavi, il portafoglio, l'ispirazione.
Ma l'amore no, l'amore se si appanna c'è solo da alitarci su, se cade si raccoglie, se scappa bisogna inseguirlo.
Oppure si aspetta, ma se si aspetta lo si fa per sempre.
Io sono qui.
E gli addii non son roba per me; troppe situazioni lasciate a metà, sguardi distolti e dubbi costanti.
Ed io odio lasciare incomprensioni.
Perché, in fondo, un addio non è per sempre.

sabato 22 marzo 2014

how do we live? telling yourself.

Brilla nel silenzio la mia voce: scintilla.
Racconto ad un bambino la mia storia preferita: la vita.
Com'è semplice render tutto una risata, da quando ti cade qualcosa di mano, a quando ti cade il mondo addosso. Si sdrammatizza, la vita è una scusa.
Una scusa per ridere.
Piccolo, imparerai cosa significa svegliarsi al mattino col profumo del caffè, ed un fil di sole ch'entra timido dalla finestra. E poi la soddisfazione di un nove a scuola, magari in quella tanto odiata (e tanto amata da me) matematica, o sentire il cuore riempirsi di sentimento al termine di un film devastante.
E poi ti parlo del lato della vita più costruttivo, quello che ti farà piangere per la delusione del primo spezzacuore. E l'ira delle parole che pronuncerai contro chi non ti rispetterà; e lo stress dei primi problemi. E quando ti odierai niente andrà più bene, ti sembrerà che il mondo giri al contrario, e tu non possa voltarti. La vita è una scusa.
Una scusa per urlare.
La prima sigaretta, le prime notti insonni a chiedere al soffitto "perché è tutto così ingiusto?" , le risate senza fine e la vita senza fretta.
L'emozione del primo bacio, poi, credo non la scorderai mai. Credo che ti rimarrà impresso ad inchiostro rosso, come batteva il cuore in quell'istante. O in quello esattamente prima, perché presto imparerai che "l'attesa del piacere, è essa stessa il piacere". Già, non amerai niente e nessuno, quanto l'hai amato prima di possederlo.
Ed è anche vero che il primo amore sarà il più vero. Il più memorabile ed il più innocente.
Del resto non ti posso narrare, ché il resto ancora lo devo passare.
La vita è una scusa; una scusa per ammirare.
Il silenzio fa luce al mare.

mercoledì 19 marzo 2014

quattordici mesi dopo.


L'aria d'inverno portava brividi leggeri, il sole s'intravedeva da lontano come una vaga macchia aranciata; un vociare in lontananza di bimbi giocosi e l'intreccio dei rumori di città.
Un ragazzo, una ragazza, in mezzo al trambusto.
Lui, io, in mezzo al mondo. Quello stesso mondo che pareva svanito, pufh. Ed è bastato lui per eliminare il resto. Ed è bastato lui per essere felice.
 Mi stringeva, mi baciava, e so, perché io lo so, che mi amava; perché se non ami non te ne importa così tanto. E a lui importava a tal punto di poter morire, per me.
Lo abbracciavo, gli sussurravo parole che soltanto lui avrà udito, ché il grido degl'innamorati è silenzio per gl'altri.
Camminavamo mano nella mano, sensazioni nuove, mondo sconosciuto. Tutto pareva nuovo, mai visto. E con la mia riuscivo a scaldare la sua mano, congelata dal pieno Gennaio che stavamo percorrendo passo dopo passo, senza oltrepassare nessuna linea gialla. Senza fretta. Dopotutto, se si ha una vita davanti, che fretta ci può essere?

riflessi nel sole di parole taciute.


Ed il tempo consuma, e l'amore duole.
Quando splende il sole, disperso tra i nembi, nel brillio della sua luce, appare la realtà della vita che corre, del mondo che gira.
E la pioggia insegna, e la tristezza regna.
Regna nel cuore di chi appare più felice.
 E l'apparenza inganna, e la vita affanna.
Con il gusto di fumo in bocca, un bacio strappa i secondi ed il cuore. E il tempo si ferma, non va più. Pure il mondo non gira più.
E la bellezza è niente, eppure a tutti importa.
 E la felicità in quel bacio, e l'umiltà in amore.
 Perché l'amore duole, ma rende felici.

start.


Potrei dire tante cose, proprio tante. Potrei scrivere sino a quando non mi toccherebbe chiedere scusa alle mie dita, potrei passare tutta la serata a sputar parole dalla mente, impegnandomi su congiuntivi e condizionali, virgole e quel punto e virgola che non capirò mai dove va. Sì, lo potrei fare. Ma voglio partire con una premessa, una piccola, tanto per avvisare, per non illudere. 
Ho tredici anni, soltanto tredici. Lo dico per scusarmi già, se ci sarà qualche nota di infantilità nelle mie parole.