sabato 22 marzo 2014

how do we live? telling yourself.

Brilla nel silenzio la mia voce: scintilla.
Racconto ad un bambino la mia storia preferita: la vita.
Com'è semplice render tutto una risata, da quando ti cade qualcosa di mano, a quando ti cade il mondo addosso. Si sdrammatizza, la vita è una scusa.
Una scusa per ridere.
Piccolo, imparerai cosa significa svegliarsi al mattino col profumo del caffè, ed un fil di sole ch'entra timido dalla finestra. E poi la soddisfazione di un nove a scuola, magari in quella tanto odiata (e tanto amata da me) matematica, o sentire il cuore riempirsi di sentimento al termine di un film devastante.
E poi ti parlo del lato della vita più costruttivo, quello che ti farà piangere per la delusione del primo spezzacuore. E l'ira delle parole che pronuncerai contro chi non ti rispetterà; e lo stress dei primi problemi. E quando ti odierai niente andrà più bene, ti sembrerà che il mondo giri al contrario, e tu non possa voltarti. La vita è una scusa.
Una scusa per urlare.
La prima sigaretta, le prime notti insonni a chiedere al soffitto "perché è tutto così ingiusto?" , le risate senza fine e la vita senza fretta.
L'emozione del primo bacio, poi, credo non la scorderai mai. Credo che ti rimarrà impresso ad inchiostro rosso, come batteva il cuore in quell'istante. O in quello esattamente prima, perché presto imparerai che "l'attesa del piacere, è essa stessa il piacere". Già, non amerai niente e nessuno, quanto l'hai amato prima di possederlo.
Ed è anche vero che il primo amore sarà il più vero. Il più memorabile ed il più innocente.
Del resto non ti posso narrare, ché il resto ancora lo devo passare.
La vita è una scusa; una scusa per ammirare.
Il silenzio fa luce al mare.

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