venerdì 11 aprile 2014

Le favole, che idiozia.

Una principessa, bella ed intelligente, è naturale, incontra un uomo affascinante, giovane che, combinazione, è un principe. Ovviamente lui è anche dolce, premuroso e per lei farebbe di tutto. I due si innamorano a primo sguardo e si sposano. E, dato che è tutto perfetto, vivono per sempre felici e contenti.

Ma seriamente, i principi e le principesse delle favole non litigano mai? Sono sempre impeccabili, e così anche le loro vite.
Ora, mi chiedo: perché illudere così dei bambini, che della vita ancora conoscono e comprendono soltanto la parte ingenua e felice?
Raccontiamo loro di tutti i messaggi scritti e non inviati, inviati e non letti, letti e senza risposta, le lacrime e tutte quelle difficoltà che proibiscono agli innamorati il 'per sempre'.
Tutti gli appuntamenti a cui nessuno si è presentato, i tradimenti, la fiducia che spesso scappa, i baci rubati, gli urli che si perdono nell'atmosfera.
Magari perdere la scarpetta, qui si perde ogni volta qualche frammento di cuore.
E le principesse non sono quelle delle favole, bensì ogni donna che abbia mai pianto e sorriso allo stesso momento. Donne forti senza sapere di esserlo, donne innamorate perdutamente dell'amore. I principi sono semplicemente la causa dei loro sorrisi.
Nelle favole non esistono istanti in cui gli sguardi si perdono uno dentro l'altro, non si sente mai la parola 'addio'. Perché, perché illudere dei bambini?
Musica dura e silenzi assordanti, mica musichette dolci, cuori e fiori.
Faticando si fa la storia. Perciò gli anticorpi si fanno soffrendo, e credetemi, bambini miei, la vita reale è davvero complicata...
...Le favole, che idiozia.

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