martedì 15 aprile 2014

Numbers.

In fondo, ormai ognuno di noi è un numero.
Siamo un numero in coda alla posta, nel registro di scuola, in fila in banca. Siamo un numero al gioco del fazzoletto e pure a bim bum bam. Sono numeri persino i calciatori, siamo numeri quando chiamiamo con il cellulare. Spunta un numero, sul telefono dell'altro, ed è quello che siamo noi. "Mi dai il tuo numero?" è, infatti, la domanda che si pone.
Poi ci sono i numeri uno, i campioni, i leader, quelli per cui la vita è un gioco da ragazzi. E gli eterni secondi? Portano il numero due come fosse un pugnale conficcato nel petto, a memoria del fatto che c'è e sempre ci sarà qualcuno meglio di loro.
Ma c'è di peggio.
"E tu, tu che numero sei?" "Lo zero."
"E che numero vorresti essere?" "Anche eternamente secondo, andrebbe benissimo."
È un numero il diavolo, 666. Ed io so che il diavolo è donna, ché se tu tenti di telefonarle ti risponde gentilmente: "servizio di segreteria telefonica, il numero da lei cercato è inesistente, o al momento non raggiungibile."
È donna anche il numero dodici,misura del tacco desiderato da ogni lei dai... dieci anni in su.
Si è un numero quando la gente ci vede spesso su un autobus: "ah, tu sei quello del 66!", si è un numero quando si è pochi. Quattro gatti.
Siamo numeri in aereo oppure in treno, siamo numeri a causa dei voti, "guarda, quello è quel tipo che ha la media dell'otto", "ecco l'asino abbonato al quattro".
Siamo tutti eterni secondi in qualcosa, ma per qualcuno saremo di certo insostituibili primi.
Sapete, anche la vita è un numero e, per me, è un po' novanta ed un po' tre.

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