sabato 5 aprile 2014

Who I am

"Chi sono?"
Son quella dalla luna dai mille colori, la stessa che nei giorni tristi diviene grigia-nera.
Son quella dai mille quaderni, e le penne sempre scariche; quella dal sorriso stampato, che, se è finto, nessuno se ne accorge.
Accendini persi e mai ritrovati, fogli e poemi, sogni e cicatrici. Collant strappate, felpe bucate, disordine e voglia di imparare.
Sono lo scricciolo di Goldoni, "come le ragazze più vivaci: le tieni ferme solo con i baci".
Sono il silenzioso Urlo di Munch, che non traspare il rumor di fuori, ma dentro è un forte grido disperato.
E ciò che non esplode, scarica in modo effusivo. Ed è quando urli dentro, che la rabbia scivola a gocce d'acqua amara.
Sono un quadro impressionista: non chiaro, difficile da leggere, ma qualcosa di certo lo trasmette. A primo impatto. A prima impressione.
Sono Dr House. Amo in silenzio, senza dirlo, ché sono razionale e l'amore non lo è. Celo la fanciullezza dietro l'intelligenza.
Sono quella che ha fatto firmare un armistizio tra mente e cuore, sono il freddo norvegese ed il caldo in Madagascar.
Sono un taxi a New York, raramente mi fermo, raramente sale qualcuno.
Così come raramente entra qualche d'uno nella mia vita.
Sono come un hamburger, faccio tentazione, ma poi faccio pentire.
Sono Agosto e Gennaio, mezzogiorno e le due di notte (o di mattina?).
Sono un buco nero e l'arcobaleno, sono Nutella col peperoncino.
Sono la lentezza e la fretta, son quella che vuole sempre andare, e quella che si vuole sempre fermare.
Sono il giallo e 'l blu, l'immenso ed il nulla, sono una dolce sigaretta e la puzza di fumo, il giusto ed il peccato.
Il mascara e le lacrime.
Sono la precisina nel scegliere le parole, e lo "zerbino", ossia colei che è sempre per terra. Colei che cade pure d'in piedi.
"Chi sei?"
Piacere, Disastro.
Accòmodati e, se vuoi, comincia già a ridere. Io vado a prendere qualcosa da bere.
Magari il drink inventato da me: il cocktail di contraddizioni.

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