sabato 2 agosto 2014

The end. And...

"Sei la fine del mondo" volevo dirti, 'stamattina, svegliandomi e trovandoti qui davanti a me. Mi hai sorriso ed io ho pensato che mai risveglio potrà essere più bello di questo.
"Sei la fine del mondo" volevo dirti, ma poi c'ho ripensato. Sì, insomma, la fine del mondo non è un piacevole avvenimento, chi ne sarebbe contento? Dirti che sei l'Apocalisse, non mi è più sembrato dolce, ma offensivo. Tu non sei la fine, sei l'inizio della felicità, ogni giorno mi rendi la vita dolce un po' di più.
Ed io amo i dolci, lo sai. Quasi quanto amo te. Tu non sei la fine del mondo, tu sei la fine del pianto, la fine di ciò che è brutto, negativo. Buio.
E tu sai quanto io abbia paura dell'oscurità. "Amore mi accompagni in camera? C'è troppo buio..." e mi prendi in giro.
Tu non puoi essere la fine di tutto, se sei stato l'inizio del mio futuro, l'inizio di ogni progetto e fantasia. Perché dovrei dirti che sei la fine, quando la fine fa urlare di terrore il mio cuore? Eppure la fine non è proprio fine, ché "end" e "and" si pronunciano ugualmente, e sembrano voler dire "È finito. E..."
Gli inglesi non ne sbagliano una.
E comunque sai che c'è?  Che io te lo dico lo stesso.
Sei la fine del mondo, e sai perché? Perché dopo aver visto te, per me potrebbe finire tutto quanto.
E...

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