domenica 16 novembre 2014

sto delirando

Un bicchiere mezzo pieno... O mezzo vuoto.
Talvolta si fatica a credere che quesiti così apparentemente stupidi possano far nascere pensieri filosofici e dubbi esistenziali. Io ho sempre proposto certe domande al mio cervello, domande a cui gli adulti non sapevano rispondere, pensavo da piccola. E lo penso tutt'ora. Elaboro pensieri contorti e temo che, esponendoli, otterrei soltanto sguardi stupiti e sconcertati, come a voler dire "e questa? che sta dicendo?"
Nessuno avrebbe preso sul serio quella bimba che non faceva che scrivere e scarabocchiare, e nessuno prenderà seriamente quella stessa bimba ormai cresciuta, che si perde ore a discutere in silenzio, ad elaborare, a capire tutti i perché lasciati a mezz'aria. Tutti quei perché soliti dei bambini, che tengo ancora nella memoria nella speranza di risolverli uno ad uno.
Un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Secondo me è la stessa cosa, non ci porremmo il problema se non fosse che quell'ipotetico bicchiere lo viviamo soggettivamente, e se va tutto male è mezzo vuoto. E se va tutto a meraviglia, è mezzo pieno.
Ma è normale, per chi ha tanta sete un bicchiere con l'acqua a metà sarà sempre troppo vuoto.
Sinceramente io non ho mai speso il mio tempo a pensarci su, ma una persona piuttosto strana come la sottoscritta ha usato il suo tempo ad osservare le lancette dell'orologio per vedere il momento esatto in cui giravano, a mettersi capovolta ed immaginare come sarebbe bello viver sottosopra...
Non che nel normale sia tutto al verso giusto, anzi.
Dopo aver passato in pratica tutta la mia breve (per ora) esistenza, ad interrogarmi su ogni minuzia, mi sento di poter dare un consiglio.
Bevete di più, e guardate di meno l'acqua nel bicchiere.












Un pensiero alla mia città.

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