giovedì 12 marzo 2015

85%


Capita di rincasare, stendersi sbattendo sul cuscino pensieri che profumano di sole, afferrare il cellulare ed avere l'85% della carica. Quelle sono giornate nelle quali il tempo ha l'affanno per quanto corre, passa ma pare fermo, e nel vento soffiano sussurri d'amore.
Capita di rincasare con il particolare profumo d'un fiore giallo tra i capelli, e petali sparsi sul fondo della borsa. Giorni in cui sentimenti d'amore prevalgono, non si spengono né del tutto né leggermente. Restano fuoco fin quando neppure il sole va a dormire.
Capita di volare in un altra stanza, in un altro letto, accanto a chi si ama, e capita di volare lì, dove si vorrebbe stare, soltanto immaginandolo, soltanto sognandolo. Soltanto sperando che succeda per davvero.
D'altronde non sempre ciò ch'è sogno diviene ciò ch'è vero, ma finché vive il desiderio, vive la speranza. E finché vive la speranza, vive la possibilità.
Ed ora non credo di poter parlare più impersonalmente, ché non so se ciò in cui credo, conoscendomi, si possa ritenere veritiero genericamente.
Perciò a me capita, e capita intensamente, di restare a fiato sospeso, restare non senza parole, ma senza volontà di concludere parole lasciate a mezz'aria, mi capita di percepire ogni tuo dettaglio, e tutto questo per aver guardato chi amo appena sazio di sonno, o forse sazio non proprio. Perché è assurdo come lo possa trovare così splendido persino con gli occhi stropicciati ed i capelli arruffati, con il fiato che inspiegabilmente sa di caffè, con il sorriso innocentemente onesto di chi non ha motivo per mentire.
E mi capita, mi capita soventemente, di addormentarmi pensando alle tue carezze sui capelli, come se fossi qui, come se fossi sempre qui. Come se potessi non andartene mai

venerdì 6 marzo 2015

darkness in lightness

L'oscurità va cercata specialmente nei colori accesi, nei quadri rossi e gialli, nei sorrisi vivaci, nelle parole allegre. L'oscurità va cercata dentro la luce.
Nascondo il nero di contorti pensieri in disegni variopinti, mentre l'amore mi sta logorando, cadono a pezzi ragione e razionalità, tutto è distorto, tutto è insensato.
D'altronde non il silenzio, neppure il frastuono potrebbero distrarre una mente dal buio, ma la luminosità sì, perché voglio essere ottimista e, come in ogni fantasy che si rispetti, il bene vince; ed ovviamente non l'oscuro, che temo, che allontano, che rendo estraneo.
Questa sera chi mi conduce ed accompagna in un particolare tunnel cromatico sono soltanto io, io per me ma io contro di me, ché so incutermi terrore e coraggio, so amarmi e disprezzarmi. So valere anche da sola, probabilmente, ma non voglio camminare alla sinistra di me stessa. Questa sera sento gocce di pioggia gelida sulla pelle, ma il cielo è sincero, non piange.
Ghiaccio si scioglie sul mio cuore, gocciola acqua sull'anima che non mi appartiene, un pugno nell'aria, musica sinistra.
Ed io non voglio camminare alla sinistra di me stessa.
Ora sento un treno fischiarmi, sì dice proprio a me, mi fa salire, sono sola, ma non ci vorrà molto. Arriverò verso il mare e ne farò parte, ché adesso mi sento solitaria, ed amerei esserlo nel silenzio degli abissi, trasportata da correnti marine e da dolce musica, non più sinistra.
Perché io non voglio camminare alla sinistra di me stessa.