martedì 29 settembre 2015

I took a trip into myself

Ho fatto un viaggio che non credevo fossi in grado d'affrontare, io, che ho sempre avuto paura di ciò che cambia, di ciò che non c'è più. Di ciò che ci sarà.
Ho preso carta e penna, un po' di coraggio e sono uscita di casa. Sono salita su un treno, il treno dei ricordi, li ho superati uno ad uno. Li ho osservati ogni volta che ci si fermava, li ho vissuti una seconda volta. E no, non è stato semplice. Piangevo, non m'importava d'esser notata. Piangevo ed il mio viso si arrossava, le lacrime scendevano. Non m'importava. Quando il treno ripartiva, aspettavo il prossimo ricordo, ogni volta la stessa storia, è stato triste. Ma sai cosa?
Li ho superati, tutti, se ci penso adesso il mio cuore, beh il mio cuore non trema più, i miei occhi non si chiudono perché appannati dal dolore. Sono impassibile a ciò che, prima, mi faceva tanto male.
Sono scesa da quel treno e giuro, giuro che non l'ho più preso.
Ho fatto un viaggio che va fatto una volta sola.
In compenso, però, le cose sono cambiate, e tanto. Ho guadagnato coraggio ed ho perso un po' di simpatia, probabilmente, ma non ha importanza. Eppure sono sempre io, un po' più forte ma sono sempre io. Eppure sono sempre qui, a vomitare parole nel mio angolo di buio che, ormai, non mi fa più così paura.
Mi sono presa la responsabilità del mio nuovo essere, ed ho fatto un altro viaggio. Sono salita su un altro treno, uno diverso, però. In quello precedente, le stazioni che scorrevano le conoscevo già, erano il mio passato, i miei ricordi taglienti, che mi procuravano lacrime e fitte al cuore. In questo, invece, vedevo scorrere stazioni mai viste.
Ho fatto un viaggio verso l'ignoto.
Le emozioni che ho provato erano del tutto differenti: l'ansia c'era, naturalmente, ma non era un'ansia di timore. Era voglia di arrivare. Voglia di sapere. Voglia di essere. Sì, perché io non voglio essere qualcuno, voglio semplicemente essere.
Ho raggiunto la prima destinazione che mi aspettava, ed ho trovato un mondo differente, una realtà opposta alla mia. La mia meraviglia ha cancellato definitivamente il ricordo dei ricordi.
Avevo già capito d'esser una persona diversa da quella che era salita sul treno.
Invece di prendere il treno per tornare indietro, sono salita sullo stesso. E sono andata avanti. E continuo ad andare avanti. 
Perché questo è un viaggio che non ha fine, ed io non vedo l'ora di vedere ciò che cambia, ciò che non ci sarà più. Ciò che, invece, ci sarà.

venerdì 18 settembre 2015

hakuna matata

Non so se sia successo tutto in così poco tempo per caso, o perché era troppo tempo che qualcosa doveva pur succedere ed io non l'ho mai permesso. 
So solo che son capitate, una per una ma nel giro di un mese, cose che non avrei immaginato di accogliere con un sorriso.
C'è da dire, però, che oltre alla mia quotidianità, sono cambiata anch'io. Mi sto amando di più.
Ho compreso che talvolta saltare non significa necessariamente farsi male: capita di atterrare sul morbido, capita di venire recuperati al volo.
Inoltre, valutando il fatto che camminando sempre sui binari prim'o poi il treno che t'uccide passa, ho capito che basta essere più veloci, sfiorare la fine, stringerle la mano e lasciarla andare. Non è ancora il momento. 
Sono diventata ciò che, forse, sarei sempre dovuta essere, affabile soltanto con chi voglio io, la diffidenza in persona con chi non mi interessa, o con chi potrebbe ferirmi ancora. Sarò intangibile.
La mia mente lavora un po' meno del solito, ormai: ho imparato a stare senza pensieri, ché agire privandosi dei "e se poi", a volte, fa meno male. Non mi tange il pensiero che probabilmente, sicuramente, soffrirò ancora. E ancora, ancora. Il dolore non mi preoccupa più.
Sto vivendo, respiro aria nuova in posti nuovi, sorrido quasi timidamente ad un volto differente, ma la vergogna non mi sta abbandonando... la sto oscurando io. Non ho più problemi a mettermi in mostra, non che mi piaccia farlo, ma se devo, lo faccio.
Se ci sarà da rischiare, rischierò.
Ho finalmente imparato ad essere felice senza che questa mia felicità debba dipendere da qualcuno che non sia io. Non sono una pedina nelle mani del tiranno, sono il tiranno di me stessa, e sto sulla difensiva in ogni caso. Non lascerò che qualcun altro mi calpesti.
Arde in me questa particolare voglia di vivere che, però, soddisferò in ogni modo possibile.

lunedì 7 settembre 2015

now i'm happy

Sono cambiate molte cose, Settembre porta con sé, quando si presenta, ventate di novità e buoni propositi.
In realtà è cominciato a mutare qualcosa in me e nel mio percorso già da Agosto, ma a Settembre le situazioni si definiscono più concretamente.
Che dire, se mi guardo indietro, ma nemmeno così tanto indietro, mi vedo sola, delusa, triste, amante del passato e di ciò ch'era stato. Speranzosa che le cose potessero riavviarsi a quel modo. Peccato che non sarebbe mai successo, ed ormai con il senno di poi me ne rendo conto. Ma in quel periodo il senno lo stavo perdendo, cosa avrei potuto capire con la mente annebbiata dal dolore?
Ho perso delle persone, in effetti, ma è stata volontà loro andarsene dalla mia vita, ed io non ho potuto che guardarli mentre si allontanavano, senza tentare di lottare nemmeno un po' per rimanere con me. Che ci potevo fare? Era già finito il periodo in cui chiedevo scusa soltanto per paura.
Sono una persona diversa, forse mi sono formata. O forse no, d'altronde non sarò mai grande abbastanza per essere una persona completa.
Sta di fatto che sono cambiata, ho ricominciato a sorridere, ma il mio sorriso è dedicato a pochi; al momento non amo, in futuro chissà.
Al momento sto prendendomi cura di me stessa, voglio diventare ciò che sono nella mia mente, voglio un aspetto sano ma che tenga lontane le persone che è giusto siano lontane.
Da un mese viaggio spesso da sola, mi rilassa, distoglie la mia attenzione dai problemi, anche se ormai ne ho davvero pochi.
Settembre è da sempre, per me, l'inizio.
Questo Agosto, devo dire, è stato interessante, ambiguo. Ho trovato molti sorrisi e molti gesti d'affetto. Ho scoperto di voler essere come sono adesso, ossia diffidente, ma senza filtri al tempo stesso. Dono poca dolcezza, ma sinceramente. Mi sento più forte, più indipendente mentalmente parlando. Mi sento quest'anno in più come fossero tre.
Settembre, invece, con me, si è alzato col piede giusto. Ho sorriso inaspettatamente alle due del mattino, ho visto occhi troppo belli per esser veri, ho tatuato sulla mia pelle il primo di tanti marchi che parleranno per me. Tra poco comincerò un nuovo percorso scolastico, e sinceramente quest'anno non ho nessun timore, né vergogna. So già che entrerò nella mia nuova classe con una diffidenza che mi differenzia, avrò occhi puntati per il mio aspetto troppo esagerato per un istituto così serio, e so che non socializzerò, o almeno non di mia volontà. So che mi impegnerò al massimo per soddisfazione personale, ma soprattutto per dimostrare che nonostante io abbia un anello impiantato nel setto nasale ed un tatuaggio di topolino per metà teschio, non è questo a far di me una squilibrata. Perché purtroppo è un pensiero erroneamente comune.
Comunque vada avanti tutto questo, per una volta posso dire: ADESSO, perché sto vivendo momento per momento, adesso sono felice.