martedì 27 ottobre 2015

I smile too

C'era il sole e l'aria ormai fredda d'autunno inoltrato, c'erano tanti volti e tanti sorrisi, ma ne ho riconosciuto uno che ha scaldato il mio cuore.
C'erano tante voci contrastanti che discutevano e si accavallavano, ma me n'è venuta all'orecchio soltanto una, profonda e rassicurante, ed intorno ad ella s'è insinuato un dolce silenzio.

Colui ch'è in grado di sorprenderti piacevolmente per mezzo di azioni semplici che rende eclatanti ai tuoi occhi merita davvero il tuo tempo, ché il tempo è prezioso, ma anche il cuore di colui che sa far apparire un sorriso sul tuo volto stanco di delusioni lo è, e merita d'essere trattato come tale.
Apri gli occhi, ma soprattutto consulta la ragione, ed accorgiti di quante persone facciano davvero al caso tuo, di quanti cuori si dimostrino sinceramente interessati a ciò che è bene per te, di quanti, invece, tengono un coltello celato dentr'ogni abbraccio.
La sincerità di un gesto, sovente, è data dalla spontaneità con cui è compiuto quest'ultimo, dal brillìo degli occhi, dalla fossetta d'un sorriso accennato, timido. Dal tremolio che provoca al tuo cuore.
E la lealtà, teoricamente, non dovrebbe neppure esserci necessità di metterla in dubbio, ché una persona a te cara naturalmente avrà già avuto modo di dimostrarti il bene che prova nei tuoi confronti.
E' più che giusto circondarsi di persone vere e fidate, che sappiano amarti, ma ciò non dev'essere un sentimento a senso unico, e bisogna saper amare. E, ad amare, non lo si impara da nessuna parte, è semplicemente il più dolce degli impegni che si possa prendere, il più complicato, forse, ma il più naturale del mondo. Amare richiede costanza e presenza, ma quando tutto ciò è sincero non sarà mai etichettabile come un peso, ché amare non giova soltanto terzi, bensì è d'ausilio anche al respiro della tua anima, al colore delle tue stagioni.
Ma colui che è capace di divenire la dolce distrazione dei tuoi pensieri, colui che teme di perderti e fa in modo che ciò non avvenga, colui ch'è in grado di dare una sfumatura arancione ad un pensiero blu merita il tuo amore, merita tanto accorgimento a non farlo soffrire quanto lui ne adopera nei tuoi confronti, se non di più.

C'era un po' di vento ed i miei capelli proprio non ne volevano sapere di stare al loro posto, c'erano passanti di cui incrociavo distrattamente lo sguardo, poi, però, i miei occhi si sono intrecciati ad un altro paio che ricordano il mare, un'onda m'ha travolto ed ho imparato a respirare negli abissi del suo cuore.
C'era il sole, nascosto tra de' nembi che non minacciavano di piangere, c'era un'insolita allegria nell'aria e c'erano tante mani quant'era la metà della gente, ma soltanto una ha sfiorato il mio viso nella carezza più protettiva di sempre, e come si fa a non amare chi ti fa tremare il cuore con un'occhiata verde mare?

Ricorda che non molte cose sono ovvie, certo non ti sveglierai mai freddo, mai potrai raccontare di che morte ti sei spento, ma ricorda, non dare mai nulla per scontato, tantomeno le persone, tantomeno chi s'è insinuato in te come quella che, comunemente, definiresti abitudine. Errato.
Colui che c'è da tempo, o colui che è arrivato da poco ma si presuppone che per molto ancora albergherà nella tua vita, non è un'abitudine, ché potrai conoscere ogni sfumatura del suo essere, ogni centimetro della sua pelle e, probabilmente, ti capiterà d'indovinare il suo pensiero prima ch'esso venga da lui espresso, ma sarà comunque una scoperta ogni istante trascorso insieme. Perché ogni mente umana è un mondo a sé, e noi siamo solo viaggiatori in un universo di pensieri.
Tieni bene a mente, perciò, che niente è indiscutibile, e, magari- chi può dirlo?- sarai il primo fantasma a raccontare di che morte ti sei spento.

C'era l'ebbrezza provocata da ogni stupefacente bacio, c'era lo scricchiolìo delle foglie dai colori caldi cadute al suolo, c'erano stupore e meraviglia di fronte ad una vita così sofferta, ad un sorriso così smagliante di fronte a quella stessa vita. Ho sorriso anch'io.
C'erano le mie dita che riacquistavano calore intrecciate alle stesse che mi hanno sfiorato precedentemente, c'era la sconvolgente alchimia che ci ha quasi messo nei guai, e in seguito tutti i nostri guai li ha messi in secondo piano, c'erano dei passi che intralciavano la strada, ma noi abbiamo atteso e li abbiamo lasciati passare, ché ''l'attesa del piacere è essa stessa il piacere'' ed è meglio fermarsi per poi camminare indisturbati piuttosto che inciampare in ostacoli inutili soltanto a causa di una fretta immotivata.
E allora, allora cosa mancava?
Mancava soltanto la possibilità di rendere eterne le emozioni di quegl'istanti.

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