martedì 15 marzo 2016

I saw imagination, love and hope-

Ho visto un uomo che non sapeva d'essere al mondo. Sorrideva al sole, talvolta parlava tra sé, camminava con le mani in tasca, probabilmente senza meta.
Eppure il suo sguardo era così lucido che presumibilmente -ne sono quasi del tutto certa- il suo traguardo risiedeva totalmente nella sua immaginazione, viveva come fuoco sul ghiaccio.
Ho visto un uomo che non sapeva d'essere al mondo, perché il suo mondo era lui stesso. La sua mente lo stava conducendo verso un qualcosa d'ignoto, forse di migliore, e guardandolo ho pensato quanto dev'esser bello seguire un sogno, nonostante non sia certo arrivarci. E poi ho pensato che la sua eternità sarebbe trascorsa così, e, se solo si fosse reso conto di correre dietro alla fantasia, per lui sarebbe crollato tutto. Sarebbe crollato il mondo. Sarebbe crollato lui.
Ho visto un uomo che non sapeva d'essere al mondo, poiché aveva speranza.
Sorrise un'ultima volta al sole, poi sparì.
Il cielo si oscurò impercettibilmente.

Ho visto una donna che non avrebbe voluto essere al mondo. Scendevano lacrime nere sulle sue guance, le bagnavano le labbra, il collo. Una mano cercava gli strappi nelle sue calze, ormai da buttare via, l'altra allontanava i capelli arruffati dal viso spettacolare, ma sembrava più che cercasse di respingere un pensiero, di scacciare un sentimento.
Ho visto una donna che non avrebbe voluto essere al mondo, perché esso l'aveva uccisa. Devastata. Aveva fatto di lei una bambola, credeva fosse senza cuore, credeva di poterla ferire senza aspettarsi una reazione. Ed invece l'aveva distrutta, assassinata a colpi sul cuore; e guardandola ho creduto che non avrebbe dovuto, non avrebbe dovuto essere così debole e così stupidamente cieca... ma non posso fargliene una colpa. I sentimenti annebbiano la ragione, e tutti ne pagheremo le conseguenze, almeno una volta.
Ma la sua disperazione non aveva freddato l'amore per l'amore.
Ho visto una donna che non avrebbe voluto essere al mondo, poiché voleva vivere.
Cancellò il nero dalle gote, si sistemò i capelli e si alzò, poi sparì.
Venne ancora a mancare un po' di luce.

Ho visto una bambina chiedersi perché fosse al mondo. Il gomito s'appoggiava ad uno stupido tavolo, la dolce mano copriva la fronte. La testa ondulava orizzontalmente. ''no, no... perché?'' pareva urlare.
I piedi, che ancora non arrivavano a toccar terra, dondolavano senza tregua. Gli occhi erano serrati dalla rabbia.
Non piangeva, ma soffriva. Innegabilmente.
Nelle sue orecchie risuonavano cose che un infante non dovrebbe sentirsi dire mai, parole che le laceravano l'animo.
Ho visto una bambina chiedersi perché fosse al mondo, e fuggire via. Leggevo nei suoi occhi i "tanto a nessuno importa" e i "voglio solo essere felice", percepivo nei suoi passi una corsa verso qualcosa d'ignoto, sicuramente di migliore, e guardandola ho pensato quanto dev'essere doloroso sentirsi fuori luogo, non apprezzata, e nonostante ciò avere la forza di sperarci ancora.
Si fermò, scostò un ciuffo ribelle dalla fronte, poi sparì.
Il cielo divenne aranciato, del colore d'un bacio posato sul collo.

Ho visto un uomo che profumava di fantasia dar la mano ad una bambina dagl'occhi verde speranza. Entrambi andavano verso una donna le cui labbra erano colorate d'amore.
Insieme corsero verso il buio che ormai giungeva prepotente, e guardandoli pensai che nessuno di loro potrà mai fare a meno degli altri, poiché i sentimenti si completano, e si tengono vivi uno con l'altro. A questo modo, tutto è possibile, come il fuoco sul ghiaccio.