venerdì 29 luglio 2016

Everybody Lies (Dr House - medical division)

House si fermò un secondo, lo sguardo più sincero che mai, dritto verso di lei.
Lisa fece la sua solita espressione, ma diversa. Un lieve sorriso sul suo volto, quasi impercettibile. Poi parlò, quasi rassegnata, certamente sollevata.
"Vuoi baciarmi, vero?"
"Io voglio sempre baciarti".

Ti aspettai, quel giorno, l'ultima volta  esattamente come la prima,  esattamente nello stesso luogo. Non ti vidi, eri dietro di me. Mi voltai, un lieve sorriso sul tuo volto, un grande sorriso nei tuoi occhi. Ti guardai qualche secondo, forse un paio, lo sguardo più sincero che mai.
"Posso baciarti?" mi chiese il tuo silenzio.
Devi.

Passarono i giorni, forse settimane, House si ritrovò nell'ufficio della Cuddy.
"No, non è andata così, io ti ho chiesto aiuto, sei venuta ad aiutarmi..."
"House, stai bene?", la voce palesemente preoccupata.
Nella mente di House tutto si fece confuso, i pensieri si annebbiarono; esattamente come il bene si unisce al male, così la realtà si confuse con ciò che non esiste. Poi capì.
Quel bacio fu solo un'allucinazione.

Passò qualche luna, credo fossero dieci, ciò che dicevi mi pareva assurdo, irrazionale, senza alcun senso.
"È meglio così" dicesti, concludendo non solo un discorso, ma tutta una possibilità.
Nella mia mente le parole si scontravano e si contrastavano, era tutto confuso, annebbiato dalla delusione. Esattamente come accade nei tuoi occhi, così i colori si mischiavano al nero, ed era difficile trovare una spiegazione. 
Poi, improvvisamente divenne tutto limpido, chiaro. Bianco.
Quel bacio fu solo un'illusione.

Forse fu in quel momento che House capì di amarla, e di averla sempre amata, tuttavia una allucinazione equivale a una bugia e, anche se Lisa non c'entrava, non lo avrebbe mai saputo. 

Ed è in questo istante che lo capisco anche io, e so di non non averti mai dimenticato realmente: ciò che di così forte mi lega a te giaceva attenuato sotto nuove emozioni, e attenuato non significa spento.
Tuttavia un'illusione equivale a una bugia provabilmente cercata, voluta o comunque causata e non casuale sicché, anche se io non c'entro, lo reprimerò, e tu non lo saprai mai.

"Tutti mentono.".

domenica 17 luglio 2016

7:22

Nuoto dentro le note d'una melodia che non ascolteresti mai, ma che mi fa pensare a te. Sono chiusa in una bolla di musica che non ha parole, ma che grida disperatamente il tuo nome, io lo sento, davvero, lo sento nelle ossa, lo sento tra i capelli, dove passavi le tue dita e dicevi che mi amavi. Lo sento vibrare sulle note di questa canzone, lo sento ogni volta che parte un treno.
Non c'era certezza, ma bastava un tuo bacio a farmi credere che, in fondo, la realtà non si discosta così tanto dai miei sogni. E non avevo bisogno di musica, bastava che tu mi respirassi sul collo per farmi viaggiare con la mente, e farmi arrivare là dove il suono non esiste, dove il cielo perde immensità e il mondo non ha più importanza, ciò che importa sei solo tu.
7:22. Ti aspettavo, ma non c'era certezza, ogni volta era un "a presto" non definito, abbozzato, un "al più presto possibile" non detto, ma voluto. Ogni spazio di tempo disponibile era dedicato a me, mi rendevi la vita dolce come questa canzone che, adesso, mi fa piangere il cuore. Ti aspettavo, sapendo che avresti fatto di tutto per esserci, e non avevo bisogno di musica, perché essa si celava nella mia mente, tra un pensiero e l'altro che profumavano di te.
Ti aspettavo senza certezze perché mi fidavo del tuo cuore, e ti vedevo arrivare, ogni volta, con la sigaretta in mano e un sorriso per me. 
Non c'era certezza, perché la certezza eri tu, e non avevo bisogno di nient'altro quando le tue mani passavano sul mio volte come ad asciugare lacrime invisibili, lacrime che non avevano motivo d'esistere, ché tra le tue braccia ero diamante, preziosa e indistruttibile.
Mi rendevi la vita dolce come fossi la melodia che, adesso, grava sulla tua assenza e fa girare il mondo nel senso opposto. Quando c'è la musica è tutto sbagliato, quando c'è la musica non ci sei tu.
Ed ora sono immersa in un mare di note che non ti piacerebbe ascoltare, ma che parla di te e di quando si consumava il temporale, mentre respiravo il tuo petto e il tuo corpo mi vestiva. 
La musica si fa sinistra quando racconta l'ultimo bacio, quello che ancora porto dentro, quello che è ancora posato sulle mie labbra, come potesse non consumarsi mai.
Respiro piano per i prossimi giorni, o mesi, o anni. Respiro piano finché non torni, non vorrei mai correre il rischio di non sentirti arrivare, tra una nota e l'altra di una musica muta, che non esiste.   Non esiste.
7:22. Era una promessa, come quella che fa il sole alla luna, concedendole la notte per lasciarle ascoltare i sogni. Una promessa, come quando non dici al mare che tornerai, ma tanto lui lo sa già; una promessa, una promessa che valeva quanto un ti amo, o forse più.
Ti aspettavo e la promessa l'hai mantenuta sempre, arrivavi regalandomi la stessa musica che ascoltano gli angeli e gli artisti immersi in nuvole e colori.
Mi nutrivo della luce che il tuo sguardo mi donava, così come adesso mi nutro del ricordo della tua dolcezza, che si cela tra note di nostalgia e rancore, in una musica che palesa in me la rabbia che ho celato, e che vorrei tanto fosse per te.
Vorrei tanto odiarti e credere che tu sia un idiota, ma non ci riesco, non posso, e forse non voglio nemmeno, ché se ho avuto il cuore leggero per un po' è stato solo grazie a te e non posso odiare chi mi ha concesso attimi di felicità imparagonabili persino alla felicità stessa.
Sei stato spesso nei miei sogni, ultimamente, e lì non c'è musica, c'è solo assurdità, un muro di silenzio che mi impedisce di afferrarti e lasciarti dormire con me. Ma ora sono sveglia, e quando questa melodia morirà, ti aspetterò, come se ci fosse certezza, illudendomi che, in fondo, la fantasia non si discosta così tanto dai miei sogni.
7.22. Dove sei?

martedì 5 luglio 2016

Miss U

Il mio telefono è troppo carico
le mie notti troppo corte
le sigarette noiose e
i risvegli insipidi,
i miei sogni troppo confusi 
i miei pensieri troppo taciuti
e tutto perché 
tu non ci sei. 

E mi manchi, 
tra una parola e l'altra ce n'è sempre una
che mi ricorda te
anche stupida
anche banale
perché in fondo solo chi è importante
si nasconde nelle piccole cose;
tra un silenzio e l'altro riaffiora la tua risata 
la tua voce dannatamente bella
la tua "e" aperta su cui ti prendevo tanto in giro 
ma che in realtà amavo da morire
e che in realtà mi manca un sacco ascoltare.

Parlo poco ed evito il tuo nome
perché vederti andar via mi ha fatto male
ma vedertelo fare due volte mi ha lasciato le parole incastrate in gola;
se uscissero mi vedresti pioverti addosso offese e rimpianti e preferisco soffocare piuttosto che dimostrarti che mi manchi

Però mi manchi, sai
anzi no, non lo sai
perché non te lo dirò e
perché non lo chiederai;
ma mi manchi e mi sento
come quando stai fumando l'ultima sigaretta e sai che domani è domenica,
come quando fai goal ma tanto sai già che perdi comunque.
Anzi
mi sento 
come a Settembre
quando saluti il mare come fosse per sempre 
ma l'estate dopo ci torni
ogni volta ti dico addio
come se fosse certo che prima o poi
non so quando
forse domani o forse mai
come se sapessi che prima o poi ritornerai.