domenica 25 settembre 2016

Amantes amentes

Se fossi sul Sognefjord, in questo esatto istante, resterei in silenzio ad apprezzare il cambiamento che sta subendo la mia vita. Se fossi sul Sognefjord avrei con me l'assurdità dell'improbabile, la stessa che mi è stata donata dal paradosso tra la morte dell'estate e la nascita dell'autunno.
Sembrava un miraggio, sed omnia mutantur. Tutto cambia, cambia l'aria e cambia il mondo ad ogni piccolo gesto, cambia il vento e cambiano i pensieri. L'irraggiungibile diviene prima tangibile e poi concreto, una scintilla diviene fiamma e poi ricordo, oppure incendio.
Ci sono parole a cui non so rispondere, ci sono sorrisi a cui non so resistere, e ci sono occhi che non so guardare senza arrossire.
Mi basta poco anche solo per sorridere, mi basta uno sguardo, mi basta la più semplice cortesia, è tutto così semplice con me. Sono io che ho bisogno di tempo per osare.
C'è stato un sussurro che ha bruciato, si è consumato fino a spegnersi sulla mia pelle, e in quel momento ci sono state parole a cui non ho saputo, non ho voluto rispondere. Talvolta il silenzio rende meglio l'idea.

E' strano vivere un miraggio, scaldarsi con il respiro di ciò che pareva follia, follia a cui spero di potermi abituare; una carezza, aria gelida su pelle nuda, un brivido, sono viva, ma sono fuori dal mondo. Se fossi sul Sognefjord sarebbe la stessa sensazione.
E' strano, ci sono stati sorrisi a cui non ho saputo resistere, ma in fondo non era scritto da nessuna parte che dovevo resistere. Sto provando a lasciarmi andare, e credo che proverò ad osare, perché un'occasione del genere è un viaggio bramato, e non ho intenzione di restare a casa.
Sto provando a lasciarmi andare e non m'importano le conseguenze. Non m'importa niente in realtà, soltanto le percezioni, come quelle lasciate da un respiro tanto vicino da divenire mio, un tocco, non devo resistere, non più.

Accidere ex una scintilla incendia passim,  da una sola scintilla scoppiano incendi, e ci sono stati occhi che non ho saputo guardare senza che le mie guance andassero a fuoco, ma non ho tentato di nascondermi perché quella sono io. Sono sempre stata me stessa, e sono sempre stata sincera, e so di essere particolare -anche se non so se ciò sia o meno positivo- ma credo che in fondo ne valga la pena, credo che cercare di conoscermi sia complicato ma ne valga la pena. E, se ne vale la pena anche per me, so aggirare, talvolta persino abbattere ogni mia paura, so donare il mio cuore. Amantes amentes.

Se fossi sul Sognefjord in questo momento avrei voglia di rivivere l'impazienza di un bacio, di uno in particolare, e ascolterei le stesse canzoni che accompagnano questo autunno, perché la musica è un elemento fondamentale di questa mia nuova metamorfosi. Sarebbe incantevole adesso, esattamente come è incantevole lui nella sua spontaneità.

Spero che questa fiamma non sia destinata a divenire presto un ricordo e, se a volte da una sola scintilla scoppia un incendio, adesso mi siedo e aspetto l'esplosione.